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  /  Blog   /  Cosmetici naturali, eco, vegan e bio: siamo sicuri di quello che compriamo?

Cosmetici naturali, eco e bio - Therine Skin CareCosmetici Naturali, Eco, Vegan, Bio: quale aggettivo è più consono per descrivere una approccio cosmetico sano, sostenibile, funzionale e a basso impatto ambientale? Cosa compriamo quando scegliamo un prodotto Bio? 

Naturale: siamo sempre più convinti che sia sinonimo di sano, funzionale, sicuro. Il Dott. Fabrizio Zago, pioniere, chimico e papà del Biodizionario, spesso provoca scalpore nei suoi interventi sottolineando come l’asbesto, la cicuta e il curaro sono prodotti vegetali, nessuno però userebbe un collutorio fatto con il curaro. 

La conoscenza della composizione di un prodotto cosmetico spesso richiede conoscenze specifiche e tecniche, di conseguenza si è portati ad interpretare l’INCI giudicandolo in base alla quantità di ingredienti, soffermandosi sui termini “latini”, propri degli porzione botanica. Spesso si legge in recensioni o presentazioni di prodotti cosmetici “contiene molti estratti vegetali” o “con una lunga lista di oli”. 

Dovrebbe essere invece importante capire che, in generale, meno ingredienti sono presenti, meno sono i rischi di allergie o reazioni indesiderate. Si dovrebbero preferire formule semplici, snelle, “eleganti” con pochi ingredienti funzionali. I prodotti con numero degli ingredienti contenenti ad esempio 15 estratti vegetali, dovrebbero indurci a riflettere: questa formulazione contenente acqua, texturizzanti, conservanti, emulsionanti, etc. non potrà che avere 0,1% di estratti vegetali con la conseguente, dubbia, funzione cosmetica e l’alta probabilità di trovarne qualcuno allergizzante.

Eco, Vegan, Bio: spesso associati a bollini e certificazioni di genere che inducono il cliente a fidarsi e convincersi che il prodotto sia certificato secondo norme “universali” di eco-sostenibilità.

Il sistema delle certificazioni, però, influenza inevitabilmente la fruizione dei cosmetici. Citando sempre il Dott. Zago: “il sistema delle certificazioni crea una visione distorta della realtà. Queste certificazioni hanno difetti congeniti elevatissimi. Se queste agenzie dicono ad esempio che un prodotto deve avere un minimo del 25% di ingredienti vegetali per essere ammesso (e ricordiamo che sono tutte certificazioni a pagamento), vuol dire che spingi i produttori a rispettare quelle regole piuttosto che quelle etiche generali. Io voglio un prodotto buono per chi lo compra, per me, per l’ambiente e che sia efficace. Non un prodotto che va bene all’agenzia. Se nel mio prodotto basta il 2% del prodotto biologico per rispettare i valori etici di cui sopra, io me ne frego del 25% delle agenzie di certificazioni. Oppure in un altro caso il parametro è quello che il prodotto sia composto solo da oli essenziali o miscele di oli essenziali. Allora, la Bbc ha pubblicato un articolo in cui si dice che il tea tree oil e quello di lavanda sono dei disturbatori endocrini. Da chimico e da tecnico le dico che ci credo, per vari motivi. Ma bisogna continuare e fare ricerca e a creare un dibattito sano. Le precauzioni dovrebbero essere osservate quando si utilizzano.”

In ultimo, ma non per importanza, si dovrebbe valutare il packaging, primario e secondario. L’uso della carta dovrebbe essere ridotto soprattutto limitando gli astucci per flaconi e dispenser airless; si dovrebbe prediligere il vetro per volumi non superiori ai 50ml e preferire i flaconi in plastica riciclabile o da riciclare per volumi maggiori, facendo a meno dell’involucro cartaceo necessario in caso del vetro.

Siamo sicuri quindi di usare prodotti realmente ECO-Naturali?