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  /  Blog   /  L’importanza delle materie prime nella cosmesi naturale e il loro impatto sull’ambiente

Cosmesi Naturale - Therine Skin CareIl concetto di cosmesi naturale viene associato alla totale assenza di componenti “sintetiche” e derivati minerali e petroliferi. Tuttavia questa è una semplificazione spesso fuorviante che rassicura il consumatore sulla qualità del prodotto in quanto ormai siamo stati abituati a valutare soltanto l’INCI, nel limite della comprensione tecnica della formula. La situazione è però molto più articolata e merita una riflessione poiché è diventato uso comune credere che tutto ciò che è naturale sia anche sano. In secondo luogo è importante capire che anche materie prime naturali e indubbiamente efficaci spesso inquinano molto di più di un ingrediente siliconico o di sintesi.

Il caso del Sapone di Aleppo

Entrando nel merito della prima riflessione è interessante portare ad esempio il famoso Sapone di Aleppo, noto per la sua composizione a base di olio d’oliva e olio di alloro, della specie laurus nobilis. È interessante analizzare come nell’INCI di questo prodotto nessuno, o quasi, indica la porzione botanica oggetto dell’estrazione dell’olio di alloro (fruit, leaf), cioè che le bacche di alloro vengono fatte bollire per diverse ore per estrarne l’olio. L’olio di semi di alloro estratto dalle bacche è, senza deroghe, proibito per uso cosmetico nell’Unione Europea in quanto accertato essere un processo altamente dannoso per l’operatore che lo produce. Quindi la produzione del Sapone di Aleppo non può avvenire in territorio europeo,  e quindi l’olio di alloro deve essere necessariamente saponificato in medio oriente, dove le norme di sicurezza sul lavoro sono differenti e discutibili. Questo è un esempio di come un prodotto NATURALE sia altamente pericoloso, in questo caso non per il fruitore ma per chi lo produce. 

Di riflesso è possibile comprendere come dietro un prodotto cosmetico ci sia una filiera molto articolata e lunga, che non coinvolge solo il produttore ma soprattutto la produzione delle materie prime usate.

L’uso indiretto del petrolio

Spesso pensiamo che il “derivato del petrolio” inquini in quanto tale, e non sia biodegradabile: ciò è corretto. Tuttavia molti ingredienti esotici di grande diffusione oggi come oli, burri e alghe sono, per ovvie ragioni, prodotti all’estero e importati, con grande dispendio di risorse soprattutto petrolifere e, di conseguenza, inquinando. Quindi non usiamo il derivato petrolifero ma sfruttiamo il petrolio (come risorsa) e inquiniamo (nel trasporto) solo per soddisfare una moda “naturale”. Va sottolineato come esistono spesso degli equivalenti a chilometro zero e oli e burri prodotti in filiere “ECO-solidali” con processi green come spremitura a freddo e lavorazioni solvent-free. Esiste poi la nostra coscienza che dovrebbe guidarci nella scelta di prodotti cosmetici contenenti, dove possibile, materie naturali italiane, una tra tutte l’olio d’oliva. Forse sarà poco cool ma indubbiamente sarà green e difficilmente avrà un prezzo da grande distribuzione.